| Tinker, Tailor, Soldier, Spy – storie di lealtà e solitudine |
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| Scritto da Luca Ferrari |
| Mercoledì 07 Settembre 2011 10:41 |
Atmosfere plumbee. Alienazione. Intrighi. Occhiaie. Interrogatori a porte chiuse. Scordiamoci Martini Dry, inseguimenti in smoking, armi futuristiche e le belle donne alla 007 James Bond. Qui si fa sul serio. La vita dei veri agenti segreti è molto diversa. Un mondo complesso di spie e crittogrammi con poco spazio, se non del tutto assente, per la propria vita privata, scappatelle incluse. Il regista svedese Tomas Alfredson porta sul grande schermo Tinker, Tailor, Soldier, Spy (in italiano, La talpa), pellicola basata sull'omonimo romanzo del 1974 di John le Carré. Sono gli anni dei due blocchi. Est e Ovest, con il muro di Berlino a dividere l’Europa e il mondo intero. Nel cuore della Guerra Fredda, negli anni ’70, George Smiley (Gary Oldman), un agente appena messo alla porta dall’Agenzia di Spionaggio per l’estero della Gran Bretagna, viene ributtato nel gioco in segreto, incaricato di scovare una “talpa” tra i membri dei servizi stessi. Inizia una delicata partita scacchi. Dove anche la persona più affidabile può in realtà essere in missione per conto di Mosca. Alla mercé di un folle.Bastano pochi minuti di Tinker, Tailor, Soldier, Spy per essere catapultati nelle grigie atmosfere della solitudine della propria missione. E per un paio d’ore sembra impossibile pensare a ciò che succederà dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Perché quello che si verificò dal dopo-II Guerra Mondiale fino all’89 fu uno stallo globale. Una guerra tra spie e servizi segreti. Combattuta nelle intenzioni. Nella tecnologia. Nella corsa allo spazio. Raramente faccia a faccia. “Abbiamo passato la vita cercare i punti deboli dell’altro sistema” ammette Smiley al corrispettivo sovietico, “forse c’è qualcosa di buono in entrambi”. "Ho interpretato personaggi in passato fisicamente agitati” ha spiegato Gary Oldman alla conferenza stampa di presentazione a Venezia, “Per me dunque è stata una grande opportunità recitare in modo così diverso. Come Chris Nolan per la saga di Batman (dove interpreta il buon commissario Gordon, ndr), anche Thomas (Alfredson, ndr) ha visto qualcosa in me e mi ha dato questa chance. È stato bello tornare in Inghilterra per girare questo film”. Modesto, e per nulla montato dopo il meritatissimo premio Oscar vinto quest’anno con The King’s speech (2010), Colin Firth, al suo rientro sul grande schermo nei panni cruciali della talpa Bill Haydon, ma non da primo protagonista. “Non sono cambiate le cose dopo l’Oscar” ha ammesso candidamente l’attore britannico, “Questo film si sposa perfettamente con le mie aspettative”.Ho iniziato il mio anno cinematografico vedendo in un cinema di Sua Maestà, a Chester, nella contea del Cheshire, The king’s speech. Per un curioso caso del destino, sette mesi esatti dopo (6 febbraio – 6 settembre 2011), alla Mostra del Cinema di Venezia, ero nuovamente seduto in un cinema con un film in lingua originale. E lì davanti a me, c’era sempre lui, Colin Firth. Dal vivo come in celluloide è una persona autentica. Sempre con quell’aria spontanea e goffamente aristocratica alla Mark Darcy, l’avvocato impeccabile dal cuore d’oro, fidanzato della sconclusionata Bridget Jones. Tinker, Tailor, Soldier, Spy, che in Italia uscirà il 13 gennaio 2012 distribuito da Medusa Film, e impreziosito dalle reciazioni di John Hurt, Benedict Cumberbatch e Mark Strong, ci lascia un Gary Oldman in stato di grazia (Coppa Volpi in arrivo?). Un’interpretazioni con capelli bianchi. Mai un sorriso. Una misurata, e così dannatamente British, determinazione nello scovare chi sta facendo il doppio gioco. Nessun bacio. Il suo parlare fa emergere tutta la pesantezza di un’intera notte passata sveglio davanti alle scartoffie. L’uomo dei Servizi Segreti dorme in luoghi poco appariscenti della City londinese. Gary Oldman ridisegna l’immaginario della spia. Lo rende umano, senza nemici mitologici. Un uomo con licenza di vivere una volta sola. ![]() Tinker, Tailor, Soldier, Spy è spionaggio senza esclusione di colpi. Ma tra bicchieri di brandy, pacchetti di sigarette consumati, viaggi sotto mentite spoglie al di qua e di là del Muro, c’è anche chi vuole smettere. Ricki Tarr (Tom Hardy), creduto disertore e in realtà punto cruciale per capire chi sia la mela marcia all’interno dell’organizzazione, accetta di fare un’ultima missione a patto che dopo gli venga trovata la donna di cui è innamorato, la spia dell’est Irina (la bellissima Svetlana Khodchenkova). E le sue parole "Desidero una famiglia, non voglio finire come voi" è più di una richiesta. È una sentenza verso un tipo di vita. Eppure c’è chi, questa missione, continuerà a portarla avanti.
Tinker, Tailor, Soldier, Spy - l'agente Smiley (Gary Oldman)
Tinker, Tailor, Soldier, Spy - l'agente Smiley (Gary Oldman)
Mostra del Cinema 2011 - Colin Firth (Tinker, Tailor, Soldier, Spy) © Biennale foto Asac
Mostra del Cinema 2011 - Gary Oldman (Tinker, Tailor, Soldier, Spy) © Biennale foto Asac
Mostra del Cinema 2011 - John Hurt (Tinker, Tailor, Soldier, Spy) © Biennale foto Asac
Mostra del Cinema 2011 - Svetlana Khodchenkova (Tinker, Tailor, Soldier, Spy) © Biennale foto Asac
Mostra del Cinema 2011 - (da sx) Colin Firth, Svetlana Khodchenkova e Benedict Cumberbatch (Tinker, Tailor, Soldier, Spy) © Biennale foto Asac
Mostra del Cinema 2011 - (da sx) Benedict Cumberbatch e Gary Oldman (Tinker, Tailor, Soldier, Spy) © Biennale foto Asac |





Atmosfere plumbee. Alienazione. Intrighi. Occhiaie. Interrogatori a porte chiuse. Scordiamoci Martini Dry, inseguimenti in smoking, armi futuristiche e le belle donne alla 007 James Bond. Qui si fa sul serio. La vita dei veri agenti segreti è molto diversa. Un mondo complesso di spie e crittogrammi con poco spazio, se non del tutto assente, per la propria vita privata, scappatelle incluse. Il regista svedese Tomas Alfredson porta sul grande schermo Tinker, Tailor, Soldier, Spy (in italiano, La talpa), pellicola basata sull'omonimo romanzo del 1974 di John le Carré.
Sono gli anni dei due blocchi. Est e Ovest, con il muro di Berlino a dividere l’Europa e il mondo intero. Nel cuore della Guerra Fredda, negli anni ’70, George Smiley (Gary Oldman), un agente appena messo alla porta dall’Agenzia di Spionaggio per l’estero della Gran Bretagna, viene ributtato nel gioco in segreto, incaricato di scovare una “talpa” tra i membri dei servizi stessi. Inizia una delicata partita scacchi. Dove anche la persona più affidabile può in realtà essere in missione per conto di Mosca. Alla mercé di un folle.
"Ho interpretato personaggi in passato fisicamente agitati” ha spiegato Gary Oldman alla conferenza stampa di presentazione a Venezia, “Per me dunque è stata una grande opportunità recitare in modo così diverso. Come Chris Nolan per la saga di Batman (dove interpreta il buon commissario Gordon, ndr), anche Thomas (Alfredson, ndr) ha visto qualcosa in me e mi ha dato questa chance. È stato bello tornare in Inghilterra per girare questo film”.
Modesto, e per nulla montato dopo il meritatissimo premio Oscar vinto quest’anno con The King’s speech (2010), Colin Firth, al suo rientro sul grande schermo nei panni cruciali della talpa Bill Haydon, ma non da primo protagonista. “Non sono cambiate le cose dopo l’Oscar” ha ammesso candidamente l’attore britannico, “Questo film si sposa perfettamente con le mie aspettative”.
Tinker, Tailor, Soldier, Spy, che in Italia uscirà il 13 gennaio 2012 distribuito da Medusa Film, e impreziosito dalle reciazioni di John Hurt, Benedict Cumberbatch e Mark Strong, ci lascia un Gary Oldman in stato di grazia (Coppa Volpi in arrivo?). Un’interpretazioni con capelli bianchi. Mai un sorriso. Una misurata, e così dannatamente British, determinazione nello scovare chi sta facendo il doppio gioco. Nessun bacio. Il suo parlare fa emergere tutta la pesantezza di un’intera notte passata sveglio davanti alle scartoffie. L’uomo dei Servizi Segreti dorme in luoghi poco appariscenti della City londinese. Gary Oldman ridisegna l’immaginario della spia. Lo rende umano, senza nemici mitologici. Un uomo con licenza di vivere una volta sola. 
