Come lacrime nella pioggia Stampa E-mail
Scritto da Rita Bellini   
Lunedì 09 Gennaio 2012 12:16

Dopo la Mostra del gennaio 2011, sempre alla Galleria delle Cornici, il cui titolo era “E tutto si perderà come lacrime nella pioggia”, Giorgio Cassone ripropone un nuovo gruppo di sue opere che titola “L'incoscienza che ci trattiene ancora qui”.

In questa Esposizione il Cassone riesuma volti noti del passato come quello di Marilyn Monroe ma anche il fare “di altri” di un passato, Warhol a esempio, con un prevalente gusto cartellonistico, sfruttato già dall'ieri.

 

Ci si chiede, poi, se attraverso questo suo operare – come dice la Cavallarin nella presentazione – il Cassone “Ci porti ad analizzare il presente sui grandi temi dell'esistenza” e se, il suo prodotto, possa apparire come “ipotesi di speranza”.

Già il titolo, più che un inno alla vita, alla speranza... sembra... un “de profundis” di un inno alla morte, anzi, a noi pare che, una forzatura, un compiacersi di rappresentazioni volutamente nefaste, quasi proiezioni personali di un'angosciosa problematica del proprio vivere, della propria esistenza, e non di chi sta intorno!

Certo che ognuno è libero d'esprimersi per ciò che sente dentro di sè, ma forse è pretestuoso voler fare arte, con un linguaggio ripetitivo, rigido nei profili delle immagini, inventate da altri, carenti di un supporto artistico che propone un mondo disfattistico solo di moda?

Forse, altri hanno un pensiero diverso nel desiderio di proporre speranza per un mondo migliore... cioè, a esempio, già nel cercare di costruire... nel dire e nel fare soprattutto e non solo nell'apparire, una concretezza nuova di valori culturali e artistici... e più a misura d'uomo!

                                                                                                                                 Rita Bellini