| Restauro del Ponte |
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| Scritto da Maurizio Del Maschio |
| Mercoledì 20 Giugno 2012 19:10 |
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INTERVENTO PILOTA DEI TAGIAPIERA VENEZIANI SUL PONTE DI RIALTO Giovedì 14 giugno, all'Ateneo Veneto, ha avuto luogo la simbolica riconsegna alla città della balaustra del Ponte di Rialto lato Palazzo dei Camerlenghi, dopo il restauro dovuto alle precarie condizioni di conservazione (situazione in cui versa, del resto, l'intero manufatto). L'iniziativa è stata voluta da Confartigianato Venezia, sotto l'egida della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Venezia e con la direzione dell'arch. Antonio Girello. L'esecuzione è stata affidata all'esperienza del Consorzio dei Tajapiera Restauratori Veneziani, sotto la sapiente guida del suo Presidente Giovanni Giusto, in collaborazione con l'Assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Venezia. L'intervento, effettuato a titolo gratuito per la Pubblica Amministrazione, è stato illustrato da un filmato e da un impeccabile intervento esplicativo di Giusto, che non solo sa fare, ma sa anche spiegare chiaramente ciò che fa. Si tratta di un intervento pilota in quanto non solo ha posto rimedio ad un oggettivo degrado, ma ha pure consentito di acquisire conoscenze preziose sulla realizzazione del celebre ponte e di mettere in luce i cattivi esiti di precedenti restauri non effettuati con le tecniche e i materiali tradizionali che hanno consentito alla fabbrica di sfidare i secoli. Tali studi risulteranno utili per il proseguimento dei necessari lavori di manutenzione del celebre manufatto, costruito nel XVI secolo su progetto dell'architetto Antonio Da Ponte, che sopporta il transito annuale di decine di milioni di persone. È un'opera meritoria che ha altresì messo in luce la drammatica situazione dell'artigianato veneziano. L'arte dei tagiapiera, fondamentale per il mantenimento fisico della lapidea Venezia, custodisce gelosamente il patrimonio di conoscenze ereditato dagli scalpellini della Serenissima. Purtroppo, come è accaduto pure ad altri settori dell'artigianato veneziano per l'insensibilità di chi ha amministrato la città, in cinquant'anni ha visto diminuire le aziende artigianali del settore da diciannove a cinque. La loro scomparsa coinciderebbe inevitabilmente con un inesorabile degrado della città. La simbolica riconsegna dell'opera prevedeva la presenza del Sindaco come ricevente, ma non sono intervenuti né il Primo Cittadino né il suo vice né l'Assessore competente né alcun altro Assessore. A ricevere il dvd con la testimonianza del lavoro eseguito (il cui onere complessivo, secondo quanto riferito dallo stesso Giusto si aggira sui centomila euro e al Comune non è costato nulla) è stato un funzionario municipale. È tempo che i pochi Veneziani rimasti a vivere in questa città, unica al mondo in positivo e in negativo, si riprendano il diritto di autogovernarsi. Ne va del futuro di Venezia che, continuando a spopolarsi, finirà per divenire una sorta di Pompei. Maurizio Del Maschio
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