| Giormani Virgilio - Il chimico gentiluomo |
|
|
| Scritto da Administrator |
| Mercoledì 24 Giugno 2009 21:13 |
Docente di Chimica degli eterocicli all’Università di Padova, ha ricoperto e ricopre anche ora che è in pensione, incarichi importanti in prestigiose istituzioni nazionali ed internazionali; è autore di un numero davvero grande di pubblicazioni storiche e scientifiche. Ama la vita e la sua città: recita, canta, legge molto (Stendhal è il suo autore preferito ma gli piacciono anche Rilke e Dumas padre). Viaggia per seguire congressi e meeting, ma anche spinto dalla curiosità, molla di ogni conoscenza e compagna preferita di ogni piacere intellettuale. Il professor Virgilio Giormani, da autentico gentiluomo veneziano qual è, nella brillante e mai banale conversazione, usa a tratti la lingua dei dogi, quel dialetto veneziano colto ed espressivo che è raro ormai sentire. Versatile e poliedrico, uomo dai mille interessi, il professore ha in realtà un’unica, grande passione: la storia.Come si passa dalla Chimica degli eterocicli alle ricerche sulla storia della sua città? Dovevo fare un concorso per la cattedra in chimica, presentai un lavoro storico. Mi bocceranno pensai e invece no. Vinsi la cattedra e l’insegnamento, ma non abbandonai la mia passione. La coltivavo fin dai tempi del liceo, la devo ad un professore favoloso, Giovanni Zulian. Ricordo ancora le sue lezioni: parlava per ore senza incertezze, entrava nei fatti più minuziosi con competenza e dovizia di particolari. E poi, all’improvviso, di qualsiasi cosa si stesse trattando, domandava: ‘Ma a Venezia in quel periodo cosa succedeva? Così da ogni parte del mondo, da ogni secolo, da ogni decennio, si arrivava a Venezia. Perché lui aveva sempre in mente la gloriosissima storia della nostra città e quando la raccontava era una meraviglia ascoltarlo. Ma, ci tolga una curiosità: cosa sono gli eterocicli? Niente di complicato, per fortuna. Sa cosa mi dicevano i colleghi per scherzare? Che insegnavo la chimica delle biciclette! Adesso glielo spiego, in soldoni ovviamente…La chimica dei composti eterociclici è la branca della chimica organica che si occupa appunto dello studio dei composti eterociclici approfondendone i concetti relativi alla termodinamica, sintesi chimica e reattività che li caratterizzano. Un composto eterociclico è una struttura ciclica in cui sono presenti atomi diversi dal carbonio: troviamo l'azoto, per esempio, l'ossigeno, lo zolfo. Gli eterocicli possono essere sia ad anello semplice che ad anello condensato (unione di più anelli). Ma sempre di anelli si tratta, capisce? E se si ha voglia di scherzare, si possono paragonare ai cerchioni delle biciclette. La vastità dei suoi lavori è sorprendente. Quanto tempo dedica alla ricerca? Molto naturalmente, ma chi ama fare ricerca non ‘dedica’ ad essa il proprio tempo, piuttosto si diverte nel farla. In questo campo, quando insegnavo all’Università di Padova, ho avuto due maestri: Giorgio Emanuele Ferrari e Sante Rossetto. Devo molto, mi par giusto ricordarlo, anche a Luigi Montobbio, giornalista e studioso, per me un garbato amico. Un ricordo di Venezia, dove è nato, e un pensiero sul Lido, dove ha scelto di vivere. Cosa dire? Venezia è molto cambiata. La prima cosa che mi viene in mente sono le botteghe, tutte quelle botteghe che oggi non ci sono più. Soprattutto le botteghe della frutta e quelle di delicatessen, uno spettacolo anche per gli occhi. Quando ero giovane mi piaceva andare in barca: andavo a vela, andavo a pesca. Neanche la laguna è più la stessa, è presa d’assalto, come la città del resto. Al Lido vivo bene. Certo mi manca quel poter incontrare le persone per la strada, quel rapporto umano che può esistere solo a Venezia, ma non lamentiamoci, siamo comunque dei privilegiati. Sappiamo che lei è autore di un curioso scritto sul Lido dal titolo non del tutto edificante … Ma, benedetta, cossa disela? Forse si riferisce al saggio Il Lido di Venezia scoassera della città pubblicato negli Atti del III Convegno Nazionale di Storia della Medicina Veneziana. Ma era proprio così: per trasformarsi in terra fertile, la sottile striscia sabbiosa del Lido ha richiesto un continuo apporto di rifiuti organici, rifiuti che Venezia doveva allontanare dalle case, dai macelli e dalle botteghe. E’ così che è andata e i pochi contadini del Lido sapevano perfettamente che la fertilità della loro terra valeva bene il puzzo che ammorbava l’aria. Marta Valentini |





Docente di Chimica degli eterocicli all’Università di Padova, ha ricoperto e ricopre anche ora che è in pensione, incarichi importanti in prestigiose istituzioni nazionali ed internazionali; è autore di un numero davvero grande di pubblicazioni storiche e scientifiche. Ama la vita e la sua città: recita, canta, legge molto (Stendhal è il suo autore preferito ma gli piacciono anche Rilke e Dumas padre). Viaggia per seguire congressi e meeting, ma anche spinto dalla curiosità, molla di ogni conoscenza e compagna preferita di ogni piacere intellettuale. Il professor Virgilio Giormani, da autentico gentiluomo veneziano qual è, nella brillante e mai banale conversazione, usa a tratti la lingua dei dogi, quel dialetto veneziano colto ed espressivo che è raro ormai sentire. Versatile e poliedrico, uomo dai mille interessi, il professore ha in realtà un’unica, grande passione: la storia.