Giovanni Distefano Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 25 Giugno 2009 14:13
“La storia si studia a ritroso in cerca dei molti perché”

Professore, editore, storico. Un lungo percorso costellato di successi ma anche di fatica. Fin dai tempi della prima giovinezza quando, nella natia Ragusa, faceva “tutti i mestieri del mondo, dal sarto al falegname poichè mia madre mal tollerava che il tempo potesse essere perso per strada a far ragazzate. Trasferitosi a Venezia per gli studi universitari, espatriato in Australia, Giovanni Distefani rientrò infine nella città lagunare, che sentiva ormai come propria, dove continuò a dedicarsi all’insegnamento e alla ricerca storica.

Nel 1986 presentò alla libreria Goldoni L’ultimo dei Dogi, il libro che aveva scritto con Massimo Massironi. La sala, al piano superiore, era gremita di gente e molti studenti erano ammonticchiati sulle scale. Ad illustrare il volume era stata chiamata Francesca Tiepolo, allora direttrice dell’Archivio di Stato. Alla fine della sua dotta prolusione, la relatrrice non mancò di sottolineare che un siciliano si stava occupando di storia veneziana e rimproverò gli studiosi locali per il loro disinteresse all’argomento. Distefano ricorda l’episodio quasi con orgoglio: “Il libro fu molto apprezzato e dopo qualche tempo fu presentato anche alla caserma Pepe del Lido. Venne ancora a parlare la dottoressa Tiepolo: non rimproverò i veneziani, ma rimarcò nuovamente il fatto che a interessarsi della storia di Venezia fosse un siciliano”.

C’è un segreto nel suo successo di storico e di insegnante?

Mi sono sempre interessato di storia usando un metodo particolare: partendo dalla fine. Credo che l’unico modo per avvicinare i ragazzi allo studio di questa materia sia partire dalla propria vicenda personale. Un insegnante deve stimolare ogni allievo a porsi delle domande, a chiedersi dei ‘perché’, ad indagare su tutte quelle nozioni, anche relative alla quotidianità nella quale vive, che lo stimolino ad andare a ritroso nel tempo lungo un percorso che è già illuminato dal presente. Bisogna iniettare negli studenti il ‘virus della ricerca’, il che significa capire da soli i motivi degli avvenimenti. Ai ragazzi bisogna dare motivazioni concrete: solo così la storia diventa materia perfetta. I miei allievi mi ascoltavano con attenzione, si capiva che erano interessati. Ricordo invece discussioni interminabili con i miei colleghi: mi ascoltavano ma nessuno metteva in pratica i miei suggerimenti. Io ci ho provato lo stesso: posso dire che la storia insegnata a ritroso funziona.

Oggi la scuola attraversa un momento difficile. Cosa direbbe a chi vuole fare l’insegnante?

Il mestiere di insegnante è molto difficile. Si deve ‘bucare la scena’, trasmettere passione, stabilire un contatto, altrimenti non si è insegnanti ma semplici ripetitori di nozioni. A volte basta poco per ‘catturare’ gli studenti, tuttavia non è semplice. Sia quando spieghi che quando interroghi devi saper cogliere lo stato d’animo della persona che hai di fronte, ogni volta che entri in classe devi re-interpretare, re-interpretarti: i ragazzi hanno le antenne.

Cosa le ha dato maggior soddisfazione?

Aiutare i miei alunni a liberarsi dalla timidezza, cioè dalla paura di sbagliare, di essere inadeguati a fare qualcosa. Usavo questa tecnica: chiedevo loro di imparare a memoria pochi versi, poi di tradurli, infine di declamarli. In seguito ne aumentavo il numero. Insistevo. Quello che all’inizio sembrava difficile diventava d’improvviso facile. Alla fine gli studenti erano in grado di recitare in lingua originale anche il prologo dei Canterbury Tales o un monologo di Shakespeare di 40/50 versi; non tutti riuscivano, ma tutta la classe era partecipe, un vero godimento. Problemi seri con i ragazzi non ne ho mai avuti, credo di averli sempre capiti. Spero di aver insegnato soprattutto come si deve studiare.

E dell’Australia che ricordi ha?

E’ noto l’interesse che gli Australiani nutrono per la storia. Appena arrivai al campus universitario di Monash, un professore mi chiese di tenere alcune lezioni di storia su due personaggi carismatici italiani: scelsi Mussolini e D’Annunzio. Le lezioni erano frequentate da un gran numero di persone che non volevano lasciarsi sfuggire l’opportunità di avvicinare un europeo. Alla fine del corso uno studente mi seguì al bar per farmi qualche domanda. “Lei è fortunato – disse – perché è vissuto in un paese ricco di storia. Noi siamo senza storia, non abbiamo esempi”. “E’ lei ad essere fortunato – risposi – a vivere in un paese senza storia. Voi Australiani la storia ve la potete fare da soli.”

Partire dal presente per capire il passato. Ha usato questo sistema anche nei suoi studi su Venezia?

Certamente. Ho studiato anche la storia di Venezia andando a ritroso, cominciando dall’ultimo doge. Trovare spiegazioni, riferimenti, fatti che cercavi da tempo è una gioia. Da questo punto di vista scrivere l’Atlante sorico di Venezia è stata una esperienza entusiasmante: la ricerca è costata una fatica immensa, ma mi ha anche regalato una grande soddisfazione.

Dopo tanti anni di insegnamento ora fa l’editore a tempo pieno. Anche questa è una bella avventura…

Una bella avventura, certo, ma soprattutto un bel modo di vivere la pensione, anche mettendo in cantiere progetti nuovi. La casa editrice Supernova festeggia vent’anni di attività. Ha cominciato pubblicando poesie e continua ad editarle. Un segnale preciso: colmare i vuoti di una certa parte dell’editoria, pubblicare volumi di grandi autori contemporanei ignorati dall’industria del libro. Ovviamente Supernova pubblica anche opere di scrittori classici. Abbiamo oggi sette collane: Arte, Musica, Narrativa, Poesia, Saggi, Teatro, Venezia; il catalogo è ricco di circa 250 titoli, molti dei quali ancora disponibili. Nel 1973 è nato Nexus, un mensile di cultura e attualità. Quindici anni di sguardo attento sulla città, uno spaccato di storia contemporanea, fatti, approfondimenti, riflessioni. E’ stato davvero un impegno. In qualche occasione ho avuto la tentazione di lasciar perdere; oggi sono felice di non averlo fatto.

PICCOLA BIOGRAFIA

Siciliano di Ragusa ma veneziano d’adozione, Giovanni Distefano sbarca in laguna nel 1964 per studiare a Ca’ Foscari dove si laurea in lingue. Dopo aver lavorato per cinque anni assieme al suo professore di letteratura australiana, riceve l’Australian-European Award nel 1978. Vive in Australia nell’anno accademico 78-79. Ritornato in Italia vince il concorso a cattedre per le scuole superiori e diventa professore di lingua e civiltà straniera. Insegna in vari istituti: al Giorgio Cini, dove è stato vice preside, fa portare l’insegnamento da tre a cinque anni. Lo troviamo anche al Liceo scientifico Severi del Lido, dove ricopre anche il ruolo di vicepreside. All’interno della scuola fonda con Daniela Reato “L’Ateneo del Lido”, promuovendo numerosi incontri e qualche spettacolo teatrale. Contro il trasferimento del Liceo Severi a Venezia conduce una coraggiosa battaglia. Trascorre gli ultimi dieci anni della sua carriera di insegnante alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini. Risale al 1990 la sua attività di direttore editoriale e amministratore unico della casa editrice Supernova Edizioni. Nel 1993 fonda il periodico Nexus,mensile di attualità e cultura veneziana, di cui è direttore editoriale. Dal 2002 è giornalista pubblicista. Appassionato di poesia Distefano si è dedicato alla traduzione di numerosi testi tra cui l’antologia poetica Da Slessor a Dransfield. Poesia australiana moderna; Philip Hodgins. Il linguaggio della memoria ; ChrisWallace-Crabbe, AllWriting Is Still To Be Done. Ha inoltre curato e tradotto i seguenti libri di poesie:A.D.Hope,Tre volti dell’amore; ChrisWallace Crabbe, Sangue è l’acqua; JudithWright, Il mio sangue rinnovi il sogno. Si è occupato anche di editoria scolastica pubblicando EnglishWorld & Letters; Letters; Eurobusiness con Paolo E. Balboni.

Versatile ed instancabile ha rivolto la propria attenzione a vari campi del sapere, dal teatro alla cronaca, senzamai dimenticare la sua prima passione: la poesia. Aggiunge così titoli a titoli, scrivendo il saggio “Lineamenti del Teatro Australiano”, in CMn. 39, 1980, pp. 23-49, curando per Supernova, con Mariuccia Regina Venezia. Itinerari Poetici, con Leopoldo Pietragnoli i 9 volumi dei Profili veneziani del Novecento e con Letizia Lanza Donne e Sangue a Venezia. Spigolature storiche di cronaca nera. E ancora L’isola della Memoria, il Cimitero di S. Michele di cui ha redatto l’introduzione storica e il saggio su Baron Corvo. E’ però la storia di Venezia, che ama da sempre, il settore nel quale trovano realizzazione la cultura, la passione per la ricerca, il rigore metodologico e la finezza dell’intellettuale.Dopo L’ultimo dei Dogi, scritto conMario Massironi e i 3 volumi della Storia di Venezia 1797-1997, redatti assieme a Giannantonio Paladini, nel 2007 è uscito, anche quest'ultimo per i tipi di Supernova, l’Atlante Storico di Venezia, arricchito da 23 saggi di autori diversi, un’opera poderosa ed esaustiva il cui successo - il volume è andato esaurito in pochi mesi - ha già richiesto una seconda edizione.