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Si definisce un entomologo da tavolino, un ‘cacciatore’ sedentario ma fortunato: al contrario di molti suoi colleghi non usa le nuove tecnologie per catturare gli insetti, ma riceve continuamente un po’ da tutto il mondo materiale da classificare. Pierpaolo Vienna ha così avuto modo di descrivere oltre 160 specie di insetti che non erano mai stati catalogati; ha istituito anche alcuni generi e sottogeneri.
(in tutto, poco meno di una decina). Possiede quasi trentamila insetti perfettamente conservati e determinati. Negli scaffali della sua libreria sono posti in bell’ordine una quantità di testi che rappresenta il 90% della bibliografia mondiale per quanto riguarda gli Histeridae. Ma oltre a questi, anche se non in ottimo stato di conservazione, fa bella mostra di sé un esemplare del secondo coleottero più lungo al mondo.
E’ cosa nota: la maggior parte della gente non ama gli insetti, molti inorridiscono solo a vederne uno a meno che non si tratti di farfalle, purché siano colorate e non troppo grandi. Con il garbo che lo contraddistingue il professor Vienna minimizza e precisa compiaciuto: “Quando l’uomo sarà sparito dalla faccia della terra, loro ci saranno ancora perché sono forti, si sanno adattare alle condizioni peggiori, resistere ad ogni avversità”. Gli Insetti costituiscono una delle classi più complessa e perfezionata di animali invertebrati. Questa classe rappresenta il più grande tra i raggruppamenti che popolano la Terra, annoverando oltre un milione di specie, pari ai cinque sesti dell'intero regno animale. Si ritiene che siano i più antichi colonizzatori delle terre emerse. L'eterogeneità nella morfologia, nell'anatomia, nella biologia e nell'etologia ha conferito agli insetti, da oltre 300 milioni di anni, un ruolo di primo piano nella colonizzazione della Terra in qualsiasi ambiente con manifestazioni di una notevole capacità di competizione. E’ un mondo straordinariamente ricco per forme e colori, in alcuni casi per eleganza e proporzione. Lo si conosce poco e nell’immaginario collettivo desta paura e repulsione, due atteggiamenti in gran parte frutto di pregiudizi. Da anni Pierpaolo Vienna studia i suoi animaletti con passione e nelle rare occasioni di distacco dal microscopio li cattura a mani nude in lunghi, pazienti, a volte faticosi appostamenti da lui chiamati “cacce”. Come è nata la sua passione per l’entomologia?
Durante la frequentazione universitaria, a quel tempo rigida e vietata alle scelte oggi rese possibili con i piani di studio, per poter accedere all’esame di Entomologia Agraria, dovetti presentare una piccola collezione di insetti (materiale che poi sarebbe rimasto in dotazione all’Istituto di Entomologia). Spinto dall’innato senso collezionistico, decisi di raccogliere anche per me del materiale entomologico. Dapprima si trattò di una rappresentanza di insetti di vari ordini; poi mi orientai sui soli coleotteri per limitarmi infine a una sola famiglia di tale ordine, i già citati Histeridae. Si tratta di insetti che non brillano certo per il loro valore estetico (sono pressoché tutti neri e con conformazione fisica e cromatica esasperatamente simile), ma che rivestono grande interesse dal punto di vista scientifico. E ben presto molte mie ricerche vedranno la stampa. Sono - come dissi poc’anzi - oltre 160 le specie nuove per la scienza descritte. Dove ha cominciato le prime cacce? Uno dei primi terreni di caccia di insetti è stato proprio il Lido, e in particolare le località di San Nicolò e Alberoni, dove l’integrità degli ambienti era notevole e la biodiversità presente alquanto varia. Col tempo la dissennata cementificazione, l’aumento antropico, lo sfruttamento incosciente degli arenili percorsi in lungo e in largo da mezzi motorizzati, qualche esagerata pulizia condotta con mezzi meccanici, incendi dolosi della pineta, incuria ed inciviltà di molti cittadini poco attenti nel rilascio di rifiuti e molto altro ancora, fecero perdere pressoché irrimediabilmente all’isola buona parte della suddetta biodiversità, che contava anche alcuni endemiti. Anche dal punto di vista quantitativo (con l’eccezione di specie ubiquiste viventi – ad esempio – nelle case, quali formiche e scarafaggi e specie non tenute a freno da predatori, quali le zanzare) gli insetti reperibili oggi sono drasticamente diminuiti. E tale perdita – come ben si sa – ricade anche su di noi. Come giudica la trasformazione urbanistica e sociale del Lido? Amo molto il Lido. Venni ad abitarci nel 1978, ma, innamorato da sempre di quest’isola, la frequentavo anche prima, incontrando amici locali e facendo lunghe corse in bicicletta. Vi conobbi Marta, che sposai nel 1971. Apprezzo le opere di difesa e di abbellimento urbano che vi sono state eseguite, ma contemporaneamente provo un sordo dolore nel constatarne il degrado naturalistico e l’insensato sviluppo dell’urbanizzazione con il conseguente aumento del traffico, oggi esagerato e scarsamente regolamentato. Considerata la generale indifferenza, penso al futuro di questo impagabile Lido con un certo pessimismo. Biografia Pierpaolo Vienna è nato a Venezia ma vive al Lido da più di trent’anni. Consegue la laurea in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Padova discutendo la tesi in Entomologia ; si tratta di una tesi sperimentale avente lo scopo di controllare i parassiti delle coltivazioni di carciofo nell’isola di S. Erasmo. Appena laureato svolge una breve attività didattica presso l’Istituto di Entomologia Agraria della sua stessa Università; attività abbandonata poi per la sua precarietà e per il quasi contemporaneo ottenimento della cattedra di Tecnologia Rurale, Economia Agraria ed Estimo presso l’Istituto per geometri a San Donà di Piave. Successivamente, poi, e fino al pensionamento, svolgerà tale insegnamento nell’analogo istituto a Mestre. Decisamente più portato per le Scienze Naturali che per quelle Agrarie, rivolge la sua attenzione principalmente all’Entomologia Pura, diventandone un sistematico E’ autore di poco più di un centinaio di lavori riguardanti i Ditteri e i Coleotteri, tra i quali ultimi predilige gli Histeridae, di cui possiede una importantissima ed imponente collezione e sui quali ha pubblicato un libro edito dalla casa Edagricole di Bologna e una novantina di lavori, riguardanti in massima parte la fauna afro-tropicale. Unitamente ad altri 11 naturalisti fonda nel 1975 la Società Veneziana di Scienze Naturali, che oggi conta qualche centinaio di soci. In seno a tale Società svolgerà numerose attività che vanno da brevissimi corsi di microscopia presso il Museo di Storia naturale di Venezia, a guida dello stesso e guida naturalistica, a divulgatore volontario presso le scuole della fascia dell’obbligo. Collabora con il suddetto Museo di Storia naturale di Venezia e con numerosi altri Musei ed Istituti nazionali ed esteri (Londra, Parigi, Bruxelles, Stoccarda, Lubiana, Pretoria, ecc.). Coltiva anche l’hobby della filatelia. E, applicando l’occhio dell’entomologo ai francobolli, ricerca esemplari con anomalie e curiosità, personalizzando in tal modo la sua collezione. E’ riuscito, poi, a mediare i suoi due grandi interessi: ha infatti montato una collezione tematica avente per oggetto i Coleotteri rappresentati nei francobolli e su tale argomento ha scritto un simpatico libriccino dal titolo I coleotteri con i dentelli. Marta Valentini |