Personaggi
| Quando Venezia era la Mecca dei barcari |
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| Scritto da Daniela Zamburlin | |
| Lunedì 28 Gennaio 2013 21:39 | |
A colloquio con l’antropologo Michele Mainardi Due lauree, in Filosofia e in Antropologia culturale, un amore per l’arte che non lo ha mai abbandonato e che probabilmente fonda e giustifica, in virtù di segreti percorsi, ogni altro suo interesse. Il professor Michele Mainardi, lidense per nascita e per scelta, sorprende per la versatilità e per la profondità di una cultura cui si dedica con la minuzia dello stampatore - mestiere in cui è maestro - alla ricerca e analisi di modelli di vita passata e presente. E’ da poco in libreria il suo ultimo lavoro Zingari d’acqua (Filippi Editore Venezia). Il saggio, corredato da suggestive immagini, narra l’epopea dei barcari nella bassa Pianura Padana. Ne parliamo con l’autore. Professor Mainardi, chi erano i barcari? Leggi Tutto
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| Massimo Gion |
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| Scritto da Daniela Zamburlin | |
| Mercoledì 27 Aprile 2011 15:23 | |
A colloquio con il direttore del Centro Regionale per lo studio degli Indicatori Biochimici di Tumore dell’Ospedale civile di Venezia, un esempio di come a Venezia si possano coniugare cultura e studi scientifici
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| Spiridione Garbisa |
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| Scritto da Daniela Zamburlin | |
| Lunedì 11 Ottobre 2010 14:47 | |
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E’ quasi impossibile concentrare anni di studi e ricerche in poche ore di conversazione, ma il professor Spiridione Garbisa, docente di Istologia presso la facoltà di Medicina dell’Università di Padova e affermato ricercatore, riesce perfettamente allo scopo e, nel sentirlo parlare, le poche nozioni di scienze che tutti più o meno possediamo, emergono dal fondo della memoria e si affacciano alla mente chiare e comprensibili. Lo studio dei rapporti tra le cellule e ed il loro ambiente circostante è il principale campo di interesse di Garbisa incentrandosi su tutto quello che regola l’invasione dei tessuti non solo da parte delle cellule tumorali, e della conseguente formazione di metastasi, ma anche di quelle infiammatorie che possono preludere alla trasformazione tumorale, e di quelle vascolari che permettono al tumore di nutrirsi. I risultati sono a dir poco sorprendenti. Insieme a colleghi statunitensi, Garbisa è stato il primo a individuare un enzima (proteasi) strumentale alla degradazione dei tessuti e all'invasione tumorale, e a dimostrare poi – tornato in Italia – che uno dei princìpi attivi del tè verde, l’epigallocatechina-3-gallato (Egcg), è un ottimo inibitore di tale proteasi. |
| Giuseppe Campolieti |
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| Scritto da Daniela Zamburlin | |
| Lunedì 05 Luglio 2010 14:48 | |
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| Claudio Gasparoni |
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| Scritto da Marta Valentini | |
| Martedì 27 Aprile 2010 13:20 | |
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A colloquio con l’antropologo Michele Mainardi
Specializzazione, sperimentazione, applicazione e una lunga lista di
primati in campo scientifico: il Centro Regionale Specializzato per lo Studio
degli Indicatori Biochimici di Tumore dell’Ospedale Civile di Venezia
(Cribt) è un vero gioiello nel settore della
ricerca di trasferimento in oncologia. A supportarne l’attività provvede l’ Associazione
per le Biotecnologie in Oncologia (Abo) che, avendone intuito le grandi
potenzialità, ha trasformato il sostegno alla ricerca dalla charity alla partnership.
Deus ex machina di entrambe queste realtà è il dottor Massimo Gion che da anni
si prodiga per mantenere all’altezza della fama e delle aspettative quello che
l’Organizzazione Europea contro il Cancro identifica come uno dei tre
laboratori di riferimento per l’Italia. Risultati, progetti, lavoro, impegno e
un enorme valore aggiunto per la città: ne parliamo con il dottor Gion, al
quale vanno gli onori, e i molti oneri, di questa straordinaria attività.
“Tè verde per fermare l’invasione dei tumori”
Nel corso della sua lunga e fruttuosa carriera letteraria Giuseppe Campolieti ha avuto molte soddisfazioni e qualche sorpresa, ma la cosa che più lo ha divertito è stato il plagio del suo libro su Masaniello stampato e ristampato da De Agostini, un successo enorme:
Contrabbassista, violagambista e direttore d’orchestra, Claudio Gasparoni è un artista eclettico ed incredibilmente attivo ma un uomo tranquillo che stempera la fatica dei numerosi impegni e il fragore degli applausi in lunghe passeggiate nel verde, ascoltando la musica del mare e la voce della natura. Privilegio tanto più prezioso perché accompagnato dalla possibilità di avere alle spalle una città come Venezia, dove il Maestro si dichiara orgoglioso di essere nato nel sestiere di Castello, una parte della città in cui la venezianità resiste più che altrove. A 13 anni però Gasparoni si trasferì al Lido, una scelta che allora dipese dalla famiglia, ma che oggi risponde ad un preciso bisogno: