Agenzie per trovare lavoro e formazione: differenze tra stage e tirocinio

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Le agenzie per trovare lavoro offrono alle persone e alle aziende pronte ad assumere una moltitudine di servizi per favorire l’incontro tra domanda e offerta. Per i giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, esistono specifici percorsi formativi: gli stage e i tirocini. Ma qual è la differenza tra i due?

Per favorire il passaggio tra lo studio e professione, esistono due particolari percorsi formativi che permettono agli aspiranti lavoratori di interfacciarsi per la prima volta al mondo del lavoro. Stiamo parlando degli stage e dei tirocini, i quali prevedono lo svolgimento della formazione direttamente sul campo. Ma come funzionano esattamente e qual è la differenza tra questi due contratti?

Nonostante si tratti in entrambi i casi di un percorso di preparazione al lavoro svolto direttamente in azienda con lo scopo di sviluppare nuove competenze professionali, esiste una differenza sostanziale tra i due, sebbene minima.

Lo stage è di per sé un percorso facoltativo, mentre il tirocinio viene richiesto obbligatoriamente per ottenere determinati diplomi professionali o per terminare specifici corsi di specializzazione. Quest’ultimo viene incluso, per esempio, tra le attività da superare all’interno di un percorso di laurea, sia triennale che magistrale. Le due tipologie differiscono quindi anche nella durata: il numero di mesi di formazione richiesta dipende dallo stage o tirocinio intrapreso.

Queste due tipologie di contratto sono pensate specificatamente per persone che desiderano specializzarsi in un determinato settore dopo gli studi, occupati che manifestano la volontà di cambiare mestiere, così come disoccupati o disabili e altri soggetti svantaggiati.

Un altro elemento che li accomuna è la regolamentazione della retribuzione. Sia per lo stage che per il tirocinio non viene previsto un contratto tra le parti, né uno stipendio con busta paga. Tuttavia, è obbligatorio versare al lavoratore un rimborso minimo di € 300 lordi per la prestazione svolta in azienda.

 

Il tirocinio

I tirocini possono essere di diverse tipologie, sulla base del tipo di corso o diploma che si desidera conseguire. Troviamo quindi:

  • Tirocini curriculari: in questo caso sono necessari per concludere il proprio percorso universitario. L’attività di tirocinio viene infatti inserita direttamente all’interno del piano di studio ed è obbligatorio concluderla per ottenere i crediti formativi utili all’ottenimento del diploma di laurea.
  • Tirocini extracurriculari: sono attività formative non obbligatorie perché non legate a un particolare corso di studi. Vengono quindi spesso considerati come veri e propri stage, in quanto permettono semplicemente a un neo-diplomato o neo-laureato di avviare una prima esperienza lavorativa.
  • Tirocini professionali: risultano indispensabili per esercitare determinate professioni, come per esempio quella di avvocato, per la quale è necessario aver svolto un percorso di praticantato di 2 anni.
  • Tirocini formativi attivi: questi prevedono il superamento di un esame finale e risultano necessari, per esempio, per l’abilitazione all’insegnamento. Vengono più comunemente chiamati TFA.

Qualsiasi sia la tipologia di tirocinio, eccezion fatta per quello extracurriculare, è prevista un’attività simultanea di studio e lavoro. Durante lo svolgimento del percorso, il tirocinante e l’ente promotore dovranno concordare un programma formativo, il quale espliciterà le modalità di svolgimento, i contenuti e gli obiettivi per poter poi considerare il tirocinio concluso.

 

Lo stage

Anche nel caso dello stage è prevista la redazione di un piano di formazione concordato tra l’azienda e lo stagista. Di seguito le diverse tipologie di stage:

  • Stage formativi: vengono definiti anche “di orientamento”, perché permettono a una giovane risorsa di comprendere meglio le proprie attitudini lavorative e fare esperienza nel settore che più si addice alle loro aspirazioni. Hanno una durata massima di 6 mesi.
  • Stage di inserimento o reinserimento: hanno lo scopo di inserire o reinserire una risorsa nel mondo del lavoro. Prevedono una durata massima di 12 mesi.

Stage a favore di soggetti svantaggiati: il loro obiettivo è quello di favorire l’occupazione di soggetti svantaggiati attraverso uno specifico percorso formativo. Possono avere una durata massima di 12 mesi, che diventano 24 nel caso in cui il soggetto sia una persona disabile.

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