Pesca illegale in Italia: come comportarsi

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La pesca illegale è una pratica molto dannosa e non regolamentata che produce gravi conseguenze per i fondali e le specie acquatiche. Purtroppo questo fenomeno, in continua ascesa, è comune a gran parte dei mari ed anche per quel che riguarda il Mediterraneo i dati sono molto sconfortanti. Questo tipo di pesca, non controllata e non rispettosa degli habitat marini, compromette irrimediabilmente la salute dei mari. Essa consiste principalmente nell’utilizzo di tecniche di pesca invasive, che non rispettano la crescita e la riproduzione dei pesci.

La legge italiana definisce pesca illegale quella praticata laddove vige un divieto di pesca, quando vengono catturati pesci che non si possono per legge pescare e quando non si possiedono i requisiti idonei ovvero non si hanno le autorizzazioni o la licenza di pesca. Siamo di fronte alla pesca illegale anche quando si supera la quota di pesca permessa in un tratto specifico, quando si adoperano attrezzi da pesca non consoni o quando si pescano pesci troppo piccoli rispetto alla taglia permessa. E ancora: si pratica la pesca illegale anche quando non ci si sottopone al fermo pesca fissato, quando si utilizzano materiali esplosivi che compromettono gli habitat marini e quando si pesca in acque regionali o nazionali senza essere in possesso delle dovute autorizzazioni. 

Cos’è il fermo biologico

Il fermo pesca o fermo biologico è quel periodo di tempo, stabilito dal Governo, che vieta la pesca per fare in modo che le specie ittiche possano riprodursi in tranquillità. In genere si tratta di una sosta forzata per i pescatori di circa 40 giorni, solitamente in un periodo compreso tra fine luglio e fine settembre. Possono esserci anche fermi biologici aggiuntivi e temporanei anche in periodi non estivi, qualora si ritenga necessario proteggere la vita di determinate specie marine.

Il fermo pesca può riguardare non solo la pesca professionale ma anche quella sportiva. Accade quando si vuole preservare e tutelare una particolare specie di pesci. Se sei un appassionato di pesca sportiva qui puoi acquistare spod ideali per il carpfishing. Molto spesso accade però che nonostante ci siano divieti che impongano lo stop alla pesca si continui a pescare, prevalentemente per continuare a vendere prodotti ittici a chi fa ristorazione. In questo caso, se non si rispetta il fermo biologico, si pratica la pesca illegale e si rischiano pesanti sanzioni.

Cosa rischia chi pratica la pesca illegale

I controlli in mare non sono così frequenti come forse dovrebbero essere, ma quando gli organi preposti alla vigilanza trovano pescherecci che praticano pesca illegale vengono comminati diversi tipi di multe e sanzioni. A seconda del tipo di infrazione commessa ci sono oltre alle multe, la confisca dell’attrezzatura e del pescato, la sospensione o la revoca della licenza di pesca, la sospensione dai registri dei pescatori e anche l’arresto.

Nello specifico chi non rispetta le distanze previste dalla legge e sottrae il pescato ad altri pescherecci è soggetto alla querela da parte dei danneggiati e può incorrere nell’arresto che va da un mese ad un anno. Inoltre c’è una multa compresa tra 1000 e 6000 euro. Per coloro che pescano in acque straniere, adoperano materiale esplosivo, effettuano catture di esemplari la cui pesca è vietata e catturano specie con metodi non consentiti dalla legge c’è l’arresto con un periodo di detenzione che può andare dai 2 mesi ai 2 anni. In questo caso la sanzione in termini economici varia tra i 2000 e i 12000 euro.

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